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OrtoBio Ristorante Bio Gourmet - Poggio Mirteto (RI)

Ristorante gourmet di tradizione familiare dotato di una graziosa sala-veranda affacciata sulla vallata. La cucina ricercata, fresca e genuina, ispirata alla stagione; la calda atmosfera e la buona cantina laziale, ne fanno un valido indirizzo per momenti di totale relax.

OrtoBio Ristorante Gourmet si trova in Via Colle Iannone 1 a Poggio Mirteto, a 50 km circa da Roma. È aperto alla ristorazione nel weekend: il venerdì per cena, dalle ore 20.00; il sabato e la domenica sia a pranzo che a cena, dalle ore 13.00 e dalle ore 20.00.

Potete riservare un tavolo telefonicamente, chiamando i numeri 0765.24497 - 347.6161355 - 340.7915816, oppure tramite email info@ortobiosabina.com.

La prenotazione, soprattutto in questo periodo di restrizioni dovute all'emergenza sanitaria, è indispensabile.

Su Tripadvisor OrtoBio si è aggiudicato il punteggio di 4,5 su 5 con 455 recensioni, così classificandosi al n. 1 di 15 ristoranti in Poggio Mirteto (al momento in cui scriviamo, 18/02/2021). Gli utenti hanno apprezzato principalmente la qualità e la genuinità degli ingredienti utilizzati in cucina; la presenza del menù gourmet ad un prezzo accessibile; il servizio informale, cordiale e attento; la bella location; la graziosissima veranda e il suo rilassante panorama. Le poche critiche riguardano, in particolare, i prezzi ritenuti poco contenuti, e le porzioni non abbondanti.


Ma veniamo alla nostra esperienza.

Siamo stati da OrtoBio una domenica a pranzo, prenotando un tavolo con una settimana di anticipo. Siamo arrivati per le 13.00, insieme alla maggior parte degli altri commensali.


Il ristorante, a conduzione familiare, è rustico, curato e accogliente.

A cominciare dall'esterno, dispone di un giardino all'inglese e di un'incantevole veranda realizzata in legno, dalla quale si può godere di una bella vista davvero rilassante.

L'interno non è da meno: rustico, ma finemente arredato, con camino, pavimento in cotto, tavoli e sedie in legno, e una mise en place elegante e ben curata.

Ne deriva un ambiente caldo e davvero gradevole.

La location si presta bene per tutte le occasioni, anche per una cerimonia o un evento particolare.

La cucina di OrtoBio è genuina, fantasiosa ed elaborata con un pizzico di originalità.

I suoi sapori sono ben equilibrati e si alternano tra piatti più delicati e piatti più guduriosi.

Come specificato sul sito di OrtoBio, i proprietari producono gli ortaggi biologici utilizzati in cucina; macellano gli animali che allevano a terra in aperta campagna e che alimentano solo con granaglie biologiche, rispettando il loro naturale ciclo di crescita; acquistano, infine, le materie prime non autoprodotte dai migliori fornitori di eccellenze locali ed italiane.

Vale, inoltre, la pena segnalarvi che volendo, da OrtoBio, si può fare la spesa di verdura e frutta raccolta in giornata; basta prenotare la loro cassetta mista prima dell'arrivo al ristorante.


La cucina di OrtoBio propone ogni settimana un menù diverso, scelto con cura e in base alla stagione.

Il ristorante dispone anche di un menù à la carte, ma punta più che altro sul menù gourmet fisso (proposto al prezzo di 38 euro a persona, bevande escluse) che peraltro ricomprende più o meno le stesse portate ad un prezzo più conveniente.

Funziona così: oltre alla selezione di antipasti, vi porteranno un primo, un secondo e un dolce che dovrete scegliere tra tre proposte.


Quanto alle bevande, OrtoBio concentra la sua proposta su vini esclusivamente laziali, scelti con cura.

L'attenzione dei proprietari alle materie prime si evince anche dalla scelta dell'acqua Filette, una tra le acque oligominerali più pure al mondo, che sgorga dalla sorgente di Guarcino (Frosinone), a 900 metri di altezza sul livello del mare, famosa per l'assenza di arsenico e di nitrati.


È bastato uno sguardo al menù - già in tavola al nostro arrivo - per far ricadere la nostra scelta sulla proposta gourmet.

Pertanto il nostro pranzo è iniziato con gli antipasti, consistenti in piccoli assaggi di verdure biologiche di produzione propria, accompagnati da salumi e formaggi, unitamente a qualche fetta di pane fatto in casa e grissini.

Scendendo neI particolare, in un piatto unico, hanno servito ad entrambi:

una tartella di pasta brisé, con creme brulé di cavolfiore verde e mandorle tostate; una insalatina di finocchi e pere; speck di anatra affumicato e agretto all'arancia; carciofo fondente, uovo di quaglia fritto panato e tartufo; cappuccino di zucca Mantovana, spuma di robiola e cardamomo; e, per finire, un cannolo di pane croccante, cavolo nero e fagioli.

La qualità di tutti gli ingredienti utilizzati, salumi compresi, non si discute.

Ogni sfiziosità è stata ben preparata e ben presentata, e il piatto ha rappresentato senz'altro un ottimo inizio.

È bene specificare che le porzioni dei piatti di questo ristorante non sono abbondanti, ma "gourmet". Ciò a nostro avviso è un valore aggiunto perché riuscirete a mangiare tutto con un certo appetito, senza ritrovarvi a fine pasto appesantiti.

Queste considerazioni le puntualizziamo perché è bene chiarire che se state cercando il classico agriturismo che, in un contesto di cucina tradizionale, serva piatti più che abbondanti garantendo l'abbuffata finale, allora questo posto non fa per voi.


Come primo piatto sono arrivate in tavola le nostre due scelte: i tortelli alla carbonara, guanciale e zabaione salato e gli gnocchetti cacio e pepe, con soffritto di cime di rape al barbecue, pane mollicato, e peperone crusco. Abbiamo dunque "scartato" il risotto carnaroli mantecato alla zucca e zenzero, Amarone e Blù del Monviso.

Sono stati entrambi squisiti. La pasta è fatta in casa; i sapori sono vigorosi, ma ben equilibrati.

A seguire ci hanno servito il maialino morbido croccante, cotto a bassa temperatura, e il guancialino di manzo brasato all'Aglianico, con zucca, peperone crusco di Senise I.G.P. e caldarroste (la terza proposta, che non abbiamo scelto, era l'hamburger di fagioli, cavolo nero e crema di zucca).

Si tratta di due secondi ormai conosciuti, ma nonostante ciò sono stati preparati con un pizzico di originalità. I sapori erano equilibrati e piuttosto delicati; la carne - per entrambi i piatti - ben cotta, tenera e succulenta, con la giusta dose di salse e condimenti.

Riguardo al guancialino, ai palati più tradizionali facciamo notare la presenza delle caldarroste, che ha conferito alla portata una nota di dolcezza che non tutti riescono ad apprezzare.

L'unico neo di questi due secondi è che sono arrivati in tavola un pò troppo tiepidi, e noi amiamo che le portate siano servite alla giusta temperatura, soprattutto in inverno.

In conclusione, tra i primi e i secondi, sono state le paste a segnare il punto di vantaggio.

Il nostro pranzo si è concluso con un cremoso al pistacchio con meringa al cacao e una torta di frolla, crema pasticcera e pinoli. Molto buoni, ma se ci mettete davanti a una scelta, vi consigliamo tra i due la torta di frolla.

Un ultimo cenno al servizio familiare di OrtoBio.

Siamo stati serviti per più di una portata dal proprietario, una persona garbata, attenta e disponibile; che ama il suo lavoro e a cui piace evidenziare le particolarità dei piatti e degli ingredienti utilizzati in cucina.

Sulle tempistiche, possiamo dire che durante la nostra visita il ristorante ha riscontrato due difficoltà: gli ospiti arrivati tutti insieme e l'aiuto cuoco malato; circostanza, questa, a noi nota perché il proprietario lo ha spiegato durante il servizio che, conseguentemente, ha subito un rallentamento. Non possiamo dunque dire sia stato veloce.

In aggiunta, durante la mattina si era verificato un guasto alla caldaia, e al nostro arrivo il riscaldamento era stato appena ripristinato. Ciò premesso, noi abbiamo pranzato all'interno del locale e dobbiamo essere onesti nel dire che abbiamo avuto freddo e che sarebbe stato utile accendere il camino.

Nonostante questi disguidi il pranzo da OrtoBio è stato molto piacevole e possiamo dire che torneremo sicuramente.

Il nostro pranzo è iniziato alle 13.15 ed è terminato alle 15.45.


Veniamo, infine, al conto.

Per due menù gourmet di quattro portate (76 euro), una bottiglia di acqua Filette (3 euro) e una bottiglia di vino rosso, Tellus Syrah 2017, Falesco (18 euro), abbiamo speso 97 euro in due, e dunque, 48,50 euro a persona.

In conclusione, OrtoBio, immerso in un romantico paesaggio campestre, sulla sommità di una collinetta in posizione tranquilla e panoramica, è stato una bella scoperta, e ve lo consigliamo per una pausa rilassante durante il weekend, all'insegna di una cucina genuina che utilizza prodotti a km 0, in bilico tra tradizione e innovazione.

Consigliato il menù gourmet attualmente proposto al prezzo di 38 euro.


Buon appetito ... e ricordatevi di taggare @ceniamofuori sui social per condividere con noi le vostre esperienze e segnalarci i piatti che avete preferito!


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I prezzi delle portate o dei menù che indichiamo, i giorni, gli orari di apertura e chiusura dei locali, i numeri telefonici e le classifiche di Tripadvisor possono subire variazioni poiché sono tutti rilevati nel momento in cui scriviamo.