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Lievito Fleming - Tor di Quinto

Pizzeria nei pressi della movida di Ponte Milvio, che nasce dal connubio della pizza e dei fritti di Stefano Callegari - l'ideatore di Trapizzino - e le birre di Birra del Borgo. Impasto della pizza all'Italiana, soffice e digeribile, guarnito da ottimi ingredienti.

Altre due sedi nei quartieri Trieste e Prati.

Pizza Napoli

Lievito Fleming si trova in Via Flaminia n. 525, a due passi da Ponte Milvio e i suoi locali.

Le altre due sedi di Lievito le trovate in Via Andrea Doria n. 12 (quartiere Prati) e in Via Chiana n. 58 (quartiere Trieste).

Questa pizzeria, generalmente, è aperta tutti i giorni, per pranzo, dalle 12.30 alle 15.30 e, a cena, dalle 19.30 alle 23.30, ma al momento della nostra visita post-lockdown, avvenuta i primi di giugno 2020, la sua apertura era limitata alla sera per cena.

Potete riservare un tavolo chiamando i n. 351.5388331 o 06.99709481, oppure tramite The Fork, dove, ad oggi, il locale ha ottenuto il punteggio di 8,6 su 10 con 59 recensioni.

Su Tripadvisor Lievito Fleming, al n. 2943 di 9921 ristoranti a Roma, si è aggiudicato, con 167 recensioni, un punteggio di 4,5 su 5, al momento in cui scriviamo (10.06.2020).

Gli utenti hanno apprezzato in particolare l'ottimo impasto; la ricercatezza degli ingredienti utilizzati in cucina; la varietà di pizze e fritti; la cortesia del personale; la qualità dei fritti e la loro eccellente panatura; e la disponibilità delle birre artigianali di Birra del Borgo.

Le poche critiche riguardano i prezzi ritenuti sopra la media; alcuni hanno lamentato una eccessiva cottura delle pizze e un servizio lento e, infine, non manca chi non ha gradito l'impasto della pizza.


Ma veniamo alla nostra esperienza.

Siamo stati da Lievito Fleming per una cena infrasettimanale, riservando un tavolo per le 20.00 con qualche giorno di anticipo. Il parcheggio non è stato complicato, anzi, vi segnaliamo Via Ronciglione oppure il parcheggio del negozio di formaggi La Contadina; entrambi nei pressi della pizzeria. Poi è chiaro che recarsi presto in un ristorante - come da nostra abitudine - regala sempre un gran vantaggio nel trovare posto per la propria auto più facilmente.


Al nostro arrivo ci hanno fatto scegliere tra un tavolo all'esterno oppure all'interno, e noi abbiamo optato per la saletta interna adiacente al forno a legna.

Quella sera il locale era semivuoto. Abbiamo più che altro assistito ad un gran via vai del personale di Glovo e Deliveroo. Del resto il locale è attualmente organizzato con servizio di asporto e con delivery tramite fattorini interni, Glovo, Just Eat e Deliveroo.


Il locale è moderno, giovanile, dalle linee essenziali, in linea con i locali della zona.

Dispone di uno spazio esterno che si affaccia su Corso Francia; due grandi sale interne; un bancone del bar; una graziosa veranda (ora chiusa); e un bel forno Valoriani a vista alimentato a legna, che vi permette di vedere i pizzaioli all'opera.

L'atmosfera è giovanile e accogliente. Lo riteniamo adatto per qualsiasi occasione informale: una serata tra ragazzi, in famiglia - anche con bambini piccoli - o per tavolate di coppie, di amici e/o colleghi.

Il menù di Lievito - in questa fase di post-lockdown cartaceo, usa e getta - è diviso in diverse sezioni e offre una gran varietà di pizze, fritti e bruschette, oltre a diversi secondi per chi vuole qualcosa di diverso dalla pizza. I dolci sono fatti in casa, così come il pane, il pangrattato utilizzato per i fritti e, ovviamente, l'impasto della pizza.

Da bere, bevande gassate, vini e le ormai famose birre artigianali di Birra del Borgo.

Al momento della nostra visita - vi ricordiamo avvenuta nella fase post-lockdown i primi di giugno 2020 - dal menù mancavano alcune cose, quali ad esempio, la bruschetta con la coratella, la pizza Scapece e l'Elorina.

Così abbiamo ordinato un supplì alla amatriciana (3 euro), un supplì con speck, radicchio e gorgonzola piccante dop (3,50 euro); un filetto di baccalà alla romana (4,50 euro); una pizza napoli (8,50 euro) e una pizza bufala e piennolo (10,50 euro).

Da bere, acqua liscia, una birra media Lager e una Coca Cola zero.

La nostra cena è ovviamente iniziata con i fritti (il supplì alla amatriciana, quello con speck, radicchio e gorgonzola piccante dop e il filetto di baccalà) genuini, asciutti e gustosi.

La prossima volta, per antipasto, non mancheremo di provare le bruschette romane (avremmo optato per quella con la coratella ma, come già anticipato, non era disponibile).

La panatura dei fritti - in particolare quella dei supplì - è spessa e croccante, realizzata con pangrattato di produzione del locale, che ogni giorno sforna, per l'appunto, il pane necessario per le bruschette e per i fritti.

La ricetta è quella di Trapizzino ed è un piacere ritrovare quel sapore, quella croccantezza e quella qualità anche in questa pizzeria. Meritano senz'altro l'assaggio.

Quel che possiamo dirvi, però, è che se i supplì sono squisiti, di filetti di baccalà ne abbiamo mangiati di migliori, per cui vi consigliamo di orientarvi su altro.

Quanto alla pizza di Lievito Fleming, sapendo che l'impasto utilizzato è quello di Stefano Callegari - nonché dei famosi Trapizzini che adoriamo - avevamo non poche aspettative che fortunatamente non sono rimaste affatto disattese.

La pizza di Lievito non è né strettamente romana, né napoletana, ma all'Italiana.

Per darvi un'idea più precisa, rispetto alle altre tre pizzerie da noi recensite, quella di Fleming ricorda più di tutte la pizza di Seu Pizza Illuminati, anche se ognuna mantiene le sue peculiarità.


Per chi non lo sapesse, l'impasto di Lievito - soffice, saporito, molto digeribile e ben condito - è frutto della ricetta segreta di Stefano Callegari - uno dei primi "pizzaman" ad aver ottenuto i tre spicchi della Guida del Gambero Rosso, peraltro con più di un ristorante nella stessa città.

La sua ricetta prevede l'utilizzo esclusivo di farine biologiche in parte macinate a pietra; un mix di lievito madre di origine bicentenaria; una lunga lievitazione e la cottura in forno ad altissime temperature.

Possiamo poi confermare l'attenzione nella selezione degli ingredienti, di cui, sin dal primo assaggio, se ne percepisce l'elevata qualità.

Per dirvene due, il pomodoro utilizzato è Inserbo, eccellenza campana a filiera controllata, San Marzano Dop e Piennolo Dop; e la mozzarella proviene dal Caseificio Il Casolare di Mimmo La Vecchia, che utilizza solo latte italiano e nessuna aggiunta di additivi o addensanti: solo latte e lavorazione manuale.

Chi ci segue sa che i nostri gusti in fatto di pizza rimangono piuttosto classici; tanto è vero che ancora una volta abbiamo ordinato la pizza napoli (8,50 euro) - farcita con pomodoro, fiordilatte e alici - a cui proprio non possiamo rinunciare.

Ci è piaciuta moltissimo. Il pomodoro utilizzato è a dir poco squisito e le alici ottime.

Ne siamo rimasti davvero soddisfatti.

Anche l'altra pizza, farcita con mozzarella di bufala e pomodoro del Piennolo (10,50 euro) è stata notevole. Dal sapore più delicato rispetto all'altra, ma comunque gustosa.

Dalla foto e dal video noterete che entrambe le pizze ci sono state servite molto cotte, e ciò è avvenuto su nostra esplicita richiesta. E non v'è dubbio che siamo stati accontentati.

A noi la pizza piace così.

Per dolce abbiamo scelto una cheescake ai frutti di bosco (5 euro). Buona, cremosa e ben equilibrata nei sapori. Vi ricordiamo che tutti i dolci - tranne quelli napoletani che provengono direttamente da un noto forno di Napoli - vengono fatti in casa.

Un ultimo cenno al servizio di questo locale per dirvi che è informale, giovanile e molto semplice.

La nostra cena è iniziata alle 20.10 ed è terminata alle 21.40.

Da quel che abbiamo potuto appurare durante la nostra visita post-lockdown, possiamo dirvi che il locale è attento nel rispettare l'attuale normativa sul distanziamento dei tavoli, e sul far indossare le mascherine ai clienti quando si spostano all'interno del locale.

Anche il personale è scrupoloso nell'indossare le mascherine, pizzaioli compresi.


Veniamo, infine, al conto. Per un supplì alla amatriciana (3 euro), un supplì speck, radicchio e gorgonzola (3,50 euro); filetto di baccalà alla romana (4,50 euro); una pizza napoli (8,50 euro); una pizza bufala e piennolo (10, 50 euro); una cheescake ai frutti di bosco (5 euro); una bottiglia di acqua microfiltrata (2,50 euro); una birra media Lager (5 euro) e una Coca Cola Zero (3 euro), abbiamo speso 45,50 euro in due, e quindi 22,75 euro a persona.

In conclusione, possiamo dirvi che se non ci siete ancora stati, vale la pena provare la pizza di Lievito Fleming, soprattutto se siete appassionati del famoso impasto dei Trapizzini.

Se ci siete già stati, siamo sicuri che ci tornerete.


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