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Brado - Tuscolana

Accogliente e curato, questo piacevole locale dall'ambientazione montanara propone una cucina originale per il panorama romano, incentrata sulla selvaggina, carne alla brace, tartare, taglieri, pasta fresca e burger. La selvaggina è prelevata in caccia di selezione sull'Appennino Tosco Emiliano, e le altre carni utilizzate in cucina provengono dai migliori allevamenti naturali; i sapori del bosco da fornitori attentamente selezionati; e i prodotti dell’orto da agricoltura a chilometro zero.

Mezza porzione di "Pici al ragù bianco di Cinta Senese"

Brado si trova in Viale Amelia n. 42, a pochi minuti dalle fermate metro Furio Camillo e Ponte Lungo. È aperto solo per cena, dal martedì al sabato, dalle 18 all'1 di notte (nel weekend fino alle 2). Potete prenotare un tavolo chiamando il n. 375.5140851, oppure come abbiamo fatto noi, tramite The Fork, dove attualmente il locale ha un punteggio di 9,2 su 10, con 252 recensioni.


Nel panorama romano, Brado si distingue senza dubbio per l'originalità della proposta gastronomica, ovvero per una cucina incentrata sulla selvaggina (prelevata in caccia di selezione sull'Appennino Tosco Emiliano) e il maiale di Cinta Senese allevato allo stato brado.

Le altre carni, come specificato nel sito del ristorante, provengono dai migliori allevamenti naturali; i sapori del bosco da fornitori attentamente selezionati; e i prodotti dell’orto da agricoltura a chilometro zero.

Per citare qualcuno dei loro fornitori: la macelleria Zivieri; l'azienda agricola Neri di Narni; la fattoria Lauretti e l’Azienda agricola La Mascionara; l'azienda agricola Fontenuovo; la società agricola Carmasciando; infine l'azienda Olio Flaminio.

Non manca nemmeno una cantina ben rifornita di vini naturali di piccole cantine e di birre artigianali, con tanto di impianto con 10 vie classiche, 2 pompe inglesi, e cella frigorifera dedicata.

Noi ne siamo rimasti entusiasti, tanto è vero che dopo averlo testato in compagnia di amici, siamo tornati da Brado per recensirlo.

Su Tripadvisor Brado, al n. 985 di 10.061 ristoranti a Roma, si è aggiudicato, con 164 recensioni, un punteggio di 4,5 su 5, al momento in cui scriviamo (14 ottobre 2020).

Gli utenti hanno apprezzato l'originalità della proposta gastronomica; la qualità delle materie prime utilizzate; i piatti ricercati e i sapori intensi; il servizio cordiale e disponibile; la location particolare; infine, la carta dei vini e delle birre artigianali.

Le poche critiche si sono invece concentrate sui prezzi ritenuti più alti della media, sulle porzioni dei piatti modeste, e su tempi di attesa talvolta eccessivi.


Ma veniamo, come sempre, alla nostra esperienza.

Siamo stati da Brado a cena, un giovedì sera, riservando un tavolo per le 20.30.

Il parcheggio nella zona del locale non è semplicissimo. Noi abbiamo trovato posto per la nostra auto nella stesa via del ristorante, di fronte agli uffici della farmaceutica "Angelini".

L'amore per il bosco dei proprietari lo si evince già dalla location che richiama in ogni dettaglio le classiche baite di montagna; il che lo rende ideale per una cena autunnale e invernale.


Brado dispone di un'unica sala con una trentina di tavoli - di cui dodici rialzati - attualmente divisi da separatori in plexiglass; otto posti al bancone; una cucina a vista; e qualche tavolino all'esterno. La mise en place è semplice, ma curata e adeguata al contesto.

Nonostante fosse un giovedì sera il locale era al completo.

L'atmosfera è calda, accogliente, vivace e informale.

Potete ritenerlo adatto per una cena di coppia, tra amici, colleghi e, perché no, parenti.

Il menù di Brado, consultabile sul sito del locale, è incentrato su pochi piatti, ma ben bilanciati tra diverse proposte: antipasti (ad es. polpetta di cinghiale, salsa alla picchiapò e scaglie di pecorino - 8 euro; tartare di bufalo di Amaseno, tuorlo fritto e tartufo nero - 14 euro); taglieri (ad es. degustazione di salumi di Cinta senese brado e formaggi - 13 euro); pasta (ad es. pacchero infornato ripieno di cinghiale con besciamella, cardoncelli e tartufo umbro - 14 euro); secondi (ad es. tagliata di selvaggina del giorno con foglie di bieta saltate e riduzione di lamponi - 26 euro); contorni (ad es. patate al forno - 6 euro; verdure di stagione - 6 euro); panini (ad es. burger con insalata, pomodoro, pancetta di Cinta Senese, provola affumicata, maionese alle erbe e salsa BBQ - 16 euro); dolci (ad es. tiramisù - 6 euro; cheesecake con composta di frutta di stagione - 6 euro; ecc.).

A tutto ciò si aggiunge una sezione dedicata agli sfizi che comprende golosità (ad es. taralli e salsiccetta di Cinta Senese), taco e focacce.

È inoltre disponibile un menù, con diverse soluzioni, dedicato all'aperitivo, che viene servito dalle 18.30 alle 20.30.


Noi in occasione di questa recensione abbiamo ordinato una bomba fritta ripiena di cinghiale alla cacciatora (7 euro); un fiore di zucca (4 euro); un taco (4 euro); una porzione di pici al ragù bianco di cinta senese (12 euro); una cotoletta di pecora (20 euro); una porzione di patate al forno (6 euro); e, infine, una crema catalana al pistacchio (6 euro).

Da bere, un calice di Morellino (5 euro); due calici di birra Dunkel - Zum Lowenb (6 euro l'uno) e una bottiglia di acqua naturale (2 euro).


Iniziamo la rassegna dei piatti della nostra cena dagli antipasti: la bomba fritta, il fiore di zucca e il taco.


La bomba fritta (7 euro) è ripiena di cinghiale alla cacciatora; mentre il fiore di zucca (4 euro) è pastellato e ripieno di mozzarellla e salame fresco di Cinta Senese.

Sono stati entrambi squisiti e avremmo fatto volentieri il bis: i sapori sono esplosivi e i fritti eseguiti alla perfezione, asciutti e croccanti al punto giusto.

Sono due starter imperdibili che vale la pena provare e che vi consigliamo spassionatamente.


Tra i quattro taco proposti abbiamo scelto quello farcito con pancetta di Cinta Senese, fagioli neri, battuto di pomodoro e stracciatella (4 euro). Consideratelo uno sfizio: buono, appetitoso e ben presentato, ma il confronto con i primi due antipasti non lo regge.

Se avete dubbi, sapete cosa ordinare.

A seguire ci hanno servito il primo e il secondo piatto che sono stati, in entrambi i casi, divisi per due, in modo da consentirci un assaggio sia dell'una che dell'altra portata.

I pici, fatti in casa, al ragù bianco di cinta senese (12 euro) sono stati eccellenti; cotti al punto giusto, ben conditi e ben amalgamati. Il ragù è saporito e davvero ben fatto.

Anche la cotoletta di pecora di Campotosto (20 euro), accompagnata da erbe selvatiche ripassate e battuto di pomodoro, non è stata da meno. Il piatto ricorda la tipica cotoletta milanese, ma se ne distingue per un sapore più particolare, conferitole dalla panatura realizzata con del pane ai cereali autoprodotto.

Ottime anche le patate al forno (6 euro), ben cotte e saporite come piacciono a noi.

Per dessert abbiamo scelto la crema catalana al pistacchio di Bronte DOP (6 euro).

Buona, anche se il pistacchio si percepisce poco, e soprattutto, bisognerebbe aumentare la dose della crema, il cui strato, a nostro avviso, era troppo sottile.

Inoltre, bisognerebbe fare attenzione a non portare in tavola una ciotola sbeccata.

Crema Catalana al Pistacchio di Bronte DOP

Il servizio di Brado è semplice, giovanile e professionale.

Il personale è cordiale e disponibile, anche nel consigliare i piatti al cliente in caso di indecisione. La nostra cena è iniziata alle 20.30 ed è terminata alle 22.30.


Veniamo, infine, al conto.

Per una bomba fritta ripiena di cinghiale alla cacciatora (7 euro); un fiore di zucca (4 euro); un taco con pancetta, fagioli neri, battuto di pomodoro e stracciatella (4 euro); una porzione di pici al ragù bianco di cinta senese (12 euro); una cotoletta di pecora (20 euro); una porzione di patate al forno (6 euro); una crema catalana al pistacchio (6 euro); un calice di Morellino (5 euro); due calici di birra Dunkel - Zum Lowenb (6 euro l'uno) e una bottiglia di acqua naturale (2 euro), abbiamo speso 80 euro in due, e, dunque, 40 euro a persona.

In conclusione, Brado è da tenere presente sia se siete amanti della selvaggina, sia se avete voglia di una cena diversa dal solito, a base di prodotti sì tradizionali, ma meno conosciuti alla ristorazione tipicamente romana.


Buon appetito ... e ricordatevi di taggare @ceniamofuori sui social per condividere con noi le vostre esperienze e segnalarci i piatti che avete preferito!


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I prezzi delle portate o dei menù che indichiamo, i giorni, gli orari di apertura e chiusura dei locali, i numeri telefonici e le classifiche di Tripadvisor possono subire variazioni poiché sono tutti rilevati nel momento in cui scriviamo.